Samstag, 10. Dezember 2016


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UN ECCEZIONALE LUXURY HOTEL FRA LE ANTICHE MURA DEL SANTA ROSA

A Conca dei Marini, in Costa d'Amalfi

(lifePR) (Conca dei Marini, ) Il portale severo e modesto, come si addice a un Monastero, denuncia con le incerte incisioni i segni del tempo. Oltre tre secoli: 1681. La campanella, no! È stata rifatta fedelmente. Appena un rintocco. Forse due. Quanto bastava perché da dietro la grata, un'invisibile monaca aprisse la porta. L'idea di riproporre quel suono, lì, sulla facciata del Monastero, è apparsa a Flavio Colantuoni la più semplice e autentica forma di annuncio per gli ospiti del Santa Rosa.

"Sono le piccole cose a darci spesso una forte emozione. E per me quel leggero scampanio rappresenta un tuffo nel passato. Senza contare che il suono porta all'ingresso l'intero staff di accoglienza, pronto a fornire a chi arriva ogni forma di comfort, dal prelievo dei bagagli al rimessaggio dell'auto, alle pratiche di registrazione. Un modo perché il cliente avverta subito la diversa atmosfera del Santa Rosa, rispetto ai riti anche delle migliori reception alberghiere".

Colantuoni - padovano, simpatia instintiva, lontane origini sannite, general manager del Santa Rosa, già al timone di prestigiose strutture, ultima la Palazzina Grassi a Venezia - ha vissuto in prima persona l'ultima fase del lungo e logorante restauro del Monastero di Conca dei Marini.

Un'operazione che è durata oltre dieci anni, fra ostacoli e impedimenti di ogni tipo. Perché l'intervento è stato progettato - su esplicita richiesta della stessa proprietà - nel più assoluto e rigoroso rispetto degli spazi e dei volumi esistenti. Un'operazione di recupero, al tempo stesso conservativa e filologica, per restituire all'antico Monastero - alto, in maestosa solitudine sulla ripida sporgenza della roccia - il fascino di un luogo e di una civiltà senza confronti.

Basti pensare al costoso recupero anche di elementi in apparenza trascurabili, e invece espressivi di un'epoca e di un costume di vita. Dalle porte in legno delle celle ai ferri battuti e forgiati, che accompagnano i lunghi camminamenti.

D'altra parte, se si pensa che da un complesso di enormi dimensioni sono state ricavate solo una ventina fra camere e suites (nate quasi tutte dall'accorpamento di più celle e dalla necessità di adeguati servizi) è facile dedurre come il restauro sia da considerarsi anzitutto un atto d'amore. Intorno al quale è fatalmente nata quasi una leggenda. La signora Bianca Sharma, famosa imprenditrice americana, e raffinata collezionista di arte e antiquariato, scopre il Monastero durante una passeggiata in barca lungo la costa.

L'immagine della massiccia costruzione, che incombe quasi sul mare, e le sue evidenti condizioni di degrado, la spingono all'acquisto. L'intento è anzitutto quello di salvare un monumento di straordinaria bellezza, in un contesto che non ha pari. L'avventura ha inizio fra mille ostacoli e vessazioni, anche quando tutte le carte sono in regola e tutte le autorizzazioni acquisite. Ma l'americana tiene duro, subisce, ma non demorde, nonostante la situazione l'abbia portata parecchie volte sul punto di rinunciare al suo progetto.

Ora il Monastero Santa Rosa è un eccezionale luxury hotel, come ne esistono pochi al mondo. Intanto, per l'eccezionale posizione e per la singolare atmosfera che circola tra le sue mura. Che pur offrendo ogni tipo di comfort, e al massimo livello di qualità e di servizi, conserva un ambiente ed un sapore d'altri tempi. Qualcosa che permette all'ospite di immergersi in un'altra realtà, senza rinunciare ai vantaggi del progresso.

Ma è la possibilità di vivere in rapporto al proprio stato d'animo e ai diversi umori che spesso segnano le nostre giornate, a rappresentare l'aspetto più suggestivo e imprevedibile di un soggiorno al Monastero. A partire dalla magica distribuzione dei curatissimi giardini su quattro livelli, fino alla piscina a filo che sembra non avere confini fra mare e cielo. E poi le camere. E ancora più le suites. Un unicum fra esposizione e arredi. Un tocco di sicura raffinatezza, che fa del Santa Rosa un locus animi di forte suggestione. Anche se è lo spazio - inteso come dimensione fuori dal comune - il protagonista indiscusso del Santa Rosa, che un imprenditore romano nel 1924 trasformò in hotel. Uno dei trentanove Relais e Chateaux, il cui slogan recitava "A ogni finestra il sole, da ogni finestra il mare".

Oggi, il Monastero affianca all'albergo un'attrezzata Spa, con sauna, bagno turco, docce, piscina idroterapica e tepidarium. Insomma una felice integrazione per rendere più completo e distensivo ogni soggiorno. Un'annotazione speciale merita il ristorante, dove stellatissimi chef continuano a stupire anche i gourmet più esigenti.

La signora Bianca, pur nel vortice dei suoi impegni, non manca di seguire le sorti del Santa Rosa, dove peraltro ha variamente distribuito, con grande sensibilità, i pezzi più ricercati del suo patrimonio antiquario. Così a una natura che si offre sfacciata nella sua prepotente bellezza, si affianca quella serena e raccolta di un antico Monastero. E insieme danno vita a quell'incantamento che suscita il Santa Rosa.

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